Violenza sulle donne, l’allarme dei numeri: in tre anni 924 casi seguiti dal nucleo Fasce Deboli della polizia locale

Nel 2025 le pratiche sono state 328 con 211 indagati e 10 misure cautelari. Nei primi mesi del 2026 risultano già 56 pratiche, 38 indagati e 4 misure, con due carcerazioni e due divieti di avvicinamento con braccialetto elettronico


A ridosso della Giornata internazionale della donna, i numeri del Nucleo Fasce Deboli della polizia locale raccontano un’attività in costante crescita e, insieme, un fenomeno che non accenna a ridursi. Dal 2023, anno in cui il nucleo è stato istituito, a oggi sono state prese in carico 924 situazioni legate alla violenza domestica e di genere, con casi ricondotti soprattutto a maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori. Nel 2025 le pratiche trattate sono state 328 e, secondo quanto comunicato, hanno portato a 211 indagati e all’applicazione di 10 misure cautelari; il dato viene indicato come un aumento del 25 per cento rispetto al 2023, mentre nei primi mesi del 2026 risultano già 56 pratiche, 38 indagati e 4 misure cautelari adottate.

A commentare l’andamento è l’assessora con delega a polizia locale e sicurezza, Arianna Viscogliosi, che lega l’avvicinarsi dell’8 marzo non a una ricorrenza “di rito” ma a un richiamo diretto per chi ogni giorno intercetta le richieste di aiuto e accompagna le vittime nei passaggi più difficili. L’assessora sottolinea il lavoro quotidiano svolto dal nucleo a tutela dei soggetti fragili e vulnerabili, in prevalenza donne, minori e anziani, e osserva che l’aumento delle pratiche, con 84 casi in più in tre anni, è un segnale che deve far riflettere: prevenire la violenza di genere resta, nella sua lettura, una battaglia ancora aperta, che richiede una nuova cultura e un’educazione affettiva capace di incidere sulle generazioni future, insieme a strumenti concreti che facciano sentire le donne meno sole e più protette.
La struttura del Nucleo Fasce Deboli, con sede in piazza Ortiz, viene descritta come mirata e specializzata: due funzionari e tre agenti, in maggioranza donne, selezionate per attitudini specifiche e formate direttamente dalla Procura della Repubblica di Genova. La presa in carico passa anche dall’ambiente in cui le vittime vengono ascoltate, una stanza riservata e pensata per favorire un racconto protetto e non giudicante; nello stesso spazio, quando serve, vengono intrattenuti i bambini con giochi e attività, per rendere più gestibile la permanenza anche nei casi di violenza diretta o assistita. Il nucleo, inoltre, lavora in coordinamento stabile con la Procura e collabora con le altre forze dell’ordine, con i servizi sociali, in particolare il pronto intervento sociale attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, con i centri antiviolenza, associazioni e presidi ospedalieri, occupandosi anche della messa in protezione in luogo sicuro quando la situazione lo impone.
Nel quadro delle misure cautelari, la nota evidenzia che nel 2025 si è registrato un incremento rispetto agli anni precedenti, con 10 provvedimenti applicati, mentre nei primi due mesi del 2026 sono già stati segnalati due ingressi in carcere e due divieti di avvicinamento con braccialetto elettronico. Si tratta, viene chiarito, dei casi più gravi, quelli in cui le indagini hanno portato a un intervento immediato dell’autorità giudiziaria per interrompere il ciclo di violenza e mettere in sicurezza le vittime.
Nel frattempo, l’attività del nucleo uscirà anche dai confini dell’operatività quotidiana per diventare confronto pubblico: domani alle 17 al Circolo della Resistenza di via Digione 50 R alcune componenti interverranno al dibattito “Sicurezza: parliamone con le donne”, promosso dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia di San Teodoro con il coordinamento Donne dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, proprio in occasione della Giornata internazionale della donna.
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